

Blockchain e Marketing Specialist

Cosa significa fare arte oggi? Chi è davvero l’autore quando una macchina collabora al processo creativo? E soprattutto: come si protegge e si valorizza la creatività nell’era digitale?
Sono queste le domande che hanno guidato l’ultimo appuntamento di “CapIAmoci – Ragionamenti sull’Intelligenza Artificiale”, il ciclo di incontri ideato dai giornalisti Michele Casella e Dionisio Ciccarese, nato con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto pubblico e multidisciplinare sui cambiamenti introdotti dall’Intelligenza Artificiale nella società contemporanea.
Dopo aver affrontato, nel corso dei precedenti incontri, temi legati alla comunicazione, al diritto e all’innovazione digitale, il gran finale della rassegna si è concentrato su uno degli argomenti più affascinanti e discussi del nostro tempo: il rapporto tra arte, AI e Blockchain.
L’evento, dal titolo “AI e Arte”, si è tenuto lunedì 12 maggio presso la Feltrinelli di Bari e ha trasformato la libreria in un vero laboratorio di idee, capace di mettere in dialogo creatività umana e innovazione tecnologica.
Protagoniste della serata sono state Antonella Belviso, artista contemporanea attiva nell’ambito della pittura figurativa e concettuale, e Luigia Gabriele, CEO di IZZ2IZZ srl, founder dell’evento “Blockchain Garden” e docente del corso “Blockchain Economics” presso l’Università LUM Giuseppe Degennaro.
A moderare l’incontro è stato Michele Casella, che ha guidato il pubblico all’interno di una riflessione sempre più attuale: l’Intelligenza Artificiale non è una minaccia per l’artista, ma uno strumento. Un supporto capace di ampliare possibilità creative, linguaggi e sperimentazioni.

Se l’Intelligenza Artificiale amplia le possibilità creative, la Blockchain entra invece in gioco per affrontare uno dei temi più delicati dell’arte contemporanea: autenticità e proprietà dell’opera.
Durante il suo intervento, Luigia Gabriele ha spiegato in modo semplice e accessibile il funzionamento della tecnologia blockchain, descrivendola come una rete decentralizzata caratterizzata da immutabilità, distribuzione e sicurezza delle informazioni.
Una tecnologia capace di certificare dati e contenuti in maniera permanente e verificabile, rendendola particolarmente utile nel settore artistico, soprattutto in un’epoca in cui copie digitali, fake e manipolazioni diventano sempre più difficili da distinguere dagli originali.
La domanda emersa durante il confronto è stata diretta: chi firma realmente un’opera realizzata con il supporto dell’AI?
Secondo la prospettiva emersa nel dibattito, la Blockchain può rappresentare una risposta concreta. Attraverso questa tecnologia, infatti, un artista può associare alla propria opera una firma digitale immutabile e certificata, attestandone autenticità, provenienza e paternità in maniera trasparente e sicura.
AI e Blockchain, quindi, non sono tecnologie separate che si ignorano, ma strumenti complementari che si rafforzano a vicenda: l’Intelligenza Artificiale amplia il potenziale creativo, mentre la Blockchain tutela il valore e la proprietà di ciò che viene creato.



Nel corso dell’evento si è parlato anche di NFT, acronimo di Non Fungible Token, spesso ancora associati esclusivamente a fenomeni speculativi.
L’approccio proposto durante l’incontro è stato invece più concreto e maturo: gli NFT sono stati presentati come strumenti di tokenizzazione delle opere, capaci di collegare il mondo fisico a quello digitale.
Attraverso gli NFT, infatti, è possibile associare a un’opera d’arte un certificato digitale unico e verificabile su blockchain, garantendo la tracciabilità della proprietà e dell’autenticità dell’opera stessa.
Questo consente non solo di possedere una versione digitale certificata di un’opera, ma anche di utilizzarla in ambienti virtuali come il metaverso, trasferirla o rivenderla in mercati secondari, permettendo allo stesso tempo agli artisti di ricevere royalties automatiche sulle future transazioni.
Una trasformazione che sta cambiando profondamente la filiera dell’arte, aprendo nuove prospettive per artisti, collezionisti e mercato creativo.
La serata non ha evitato nemmeno gli aspetti più critici legati all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.
Durante il confronto si è discusso di come molti giovani utilizzino oggi strumenti AI in maniera superficiale, cercando risposte immediate senza comprendere realmente il percorso necessario per arrivarci. Un approccio che rischia di impoverire creatività, spirito critico e capacità di analisi.
Proprio per questo, il messaggio finale emerso dall’incontro è stato chiaro: tecnologie come AI e Blockchain non devono essere considerate minacce, ma strumenti potenti che richiedono consapevolezza, competenza e responsabilità.
Come dimostrato dal dialogo tra l’arte di Antonella Belviso e l’innovazione raccontata da Luigia Gabriele, il futuro della creatività non sarà esclusivamente umano né esclusivamente tecnologico, ma nascerà dall’equilibrio tra intuizione artistica, conoscenza e utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.




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